Ottima risposta popolare al presidio informativo sul signoraggio bancario tenuto stamattina da Forza Nuova Napoli. La maggior parte della gente ha avuto modo di appredere dal volantino e dal prospetto esposto in piazza il perverso meccanismo del signoraggio bancario, chiedendosi, increduli, se fossero veri gli automatismi usurari descritti senza sosta dai militanti forzanovisti napoletani. La manifestazione, iniziata alle 9.30, si è protratta sino alle primissime ore del pomeriggio, tempo durante il quale sono stati distribuiti 3000 volantini informativi, e circa 500 copie del prospetto realizzato dal "Centro Studi" di Forza Nuova Napoli. Quest'ultimo ha destato particolare interesse dal momento che illustrava quelle che sarebbero le conseguenze della rivoluzione annunciata da Forza Nuova: rifiuto di pagare il debito e ripristino della sovranità monetaria italiana. La presenza di Forza Nuova Napoli al Vomero, altresì, ha avuto il merito di ribadire definitivamente come il diritto a manifestare SIA DI TUTTI.
Prospetto informativo sulla questione del debito pubblico, sul signoraggio bancario e sulla sovranità monetaria: conseguenze possibili di una rivoluzione annunciata
A
cura del “Centro studi” di Forza
Nuova Napoli.
E’ importante che
l’italiano conosca le dinamiche monetarie che lo rendono schiavo per poter
anche solo pensare di potersi un giorno liberare dall’enorme giogo del debito e
del Signoraggio Bancario. E’ importante che l’italiano comprenda di essere
schiavo.
L’Italia,
la nostra Patria, non ha il diritto di emettere moneta.
L’Euro,
infatti, appartiene e viene emesso dalla
BCE che è un istituto di credito privato.
Sulle banconote è infatti scritto
BCE.
Se
l’Italia ha bisogno di denaro deve chiederlo in prestito alla BCE tramite la
Banca D’Italia.
Sappiate
che, dal 10 agosto 1893, dopo innumerevoli pressioni, l'elenco dei soci
di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 settembre 2005.
Essi
sono:
- GRUPPO INTESA 27,2 %
- GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
- GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
- GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
- ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
- INPS 5,0 %
- BANCA CARIGE 3,96 %
- BNL 2,83 %
- MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
- CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
- RAS 1,33 %
- GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
- GRUPPO PREMAFIN 2,0 %
- GRUPPO SAN PAOLO 17,23 %
- GRUPPO CAPITALIA 11,15 %
- GRUPPO UNICREDITO 10,97 %
- ASSICURAZIONI GENERALI 6,33 %
- INPS 5,0 %
- BANCA CARIGE 3,96 %
- BNL 2,83 %
- MONTE DEI PASCHI DI SIENA 2,50 %
- CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE 1,85 %
- RAS 1,33 %
- GRUPPO LA FONDIARIA 2,0 %
- GRUPPO PREMAFIN 2,0 %
Non è stato ancora specificato, non
si sa perché, chi possiede il rimanente 5,83%
Apprendiamo,
così, che i possessori della Banca d’Italia sono altri istituti di credito e
gruppi finanziari, mentre la stessa BCE è detenuta anch’essa da banche private
e da altri istituti di credito.
DUNQUE,
SONO SOGGETTI PRIVATI, NON PUBBLICISTICI
Alla
Banca, ogni singolo “pezzo” costa 30 centesimi, ma viene venduto alle nazioni
addirittura ad un importo superiore al suo valore nominale; esempio: una
banconota da 100 €
A LORO COSTA 30 CENTESIMI
A NOI 103 EURO
valore
nominale 100 € + interesse del 3% - 30
centesimi = guadagno per la Banca di 102,70 €
Peraltro, attraverso un
artifizio fiscale, vale a dire, riprendendo l’esempio dei 100 euro, addebitando
il momento della dazione allo Stato come “uscita”, ed il momento della
restituzione come “entrata”, il saldo per la Banca è uguale a zero, il che
significa che tutto quanto viene incassato, centinaia di milioni di euro, E’ PRATICAMENTE A NERO, POICHE’ NON SI
PAGANO TASSE!
QUESTO E’ IL SIGNORAGGIO BANCARIO
Quando
l’Italia ha bisogno di denaro deve chiederlo alla Banca d’Italia e, a garanzia
del pagamento di questo deve emettere un titolo di credito, i titoli di Stato,
BOT , BTP, formando così il “famoso” DEBITO
PUBBLICO, di cui sentiamo tanto parlare, costituito all’80% circa da quanto
lo Stato italiano deve alle Banche per aver da queste ricevuto, semplicemente
CARTA
le
banche ci danno carta chiedendo in cambio sangue e
sacrifici, nostri e dei
nostri figli
Infatti,
alla scadenza del debito, l’Italia deve pagare, e per farlo ci chiede dei
soldi, imponendo nuove tasse, legiferando condoni e pertanto legittimando le
illegalità, nonché dismettendo beni di proprietà dello Stato, e quindi
impoverendo sempre di più i cittadini italiani!
Cosa fare per venirne
fuori: Forza Nuova, propone, da sempre, in linea con gli autorevoli studi
condotti in materia, due soluzioni:
1)
Disconoscere
il debito pubblico rifiutandosi di pagarlo;
2)
Riappropriarsi
della sovranità monetaria.
E’
importante però, per una corretta comprensione della questione, fare delle
precisazioni.
Quando Forza Nuova parla di rifiuto di
pagare il debito pubblico alle Banche, di ripristino della sovranità monetaria
mediante l’emissione nazionale della moneta, l’opinione pubblica prova disagio
rispetto a quelle che potrebbero essere le conseguenze.
La gente si chiede: che ne sarà del
mutuo che ho richiesto alla mia Banca mesi fa? Ora mi sarà concesso? Potrò
beneficiare di quel finanziamento che aspetto da tempo?
In realtà, queste paure sono infondate.
Ipotizziamo che l’Italia esca dall’Euro
ed emetta da sè la propria moneta: cosa
succederebbe?
Il primo passo sarebbe rastrellare tutti
gli euro cash e quelli sui conti personali e pubblici del paese tramite una
Banca Nazionale, cosicché ai cittadini possa essere rimesso l’equivalente in
moneta nazionale: esempio, i cittadini restituiscono gli euro ed in cambio
ricevono il controvalore in lire
Quanto
varrebbe la moneta nazionale?
Il valore che il mercato gli attribuirebbe
sarebbe pari alla ricchezza della Nazione.
Quanto vale la nostra nazione?
L’Italia è un paese ricco di risorse.
Ha riserva aurea, ha un patrimonio
architettonico ed artistico gigantesco, il primo al mondo; ha industrie e
compagnie statali importantissime come le poste, le ferrovie, L’Eni; ha un
patrimonio industriale notevole, ed inoltre terra, coste, mare, una produzione
agricola di assoluta qualità; ha beni inalienabili, indistruttibili: il mare,
le coste, le foreste, gli armenti, i monti i bacini idrici, ha milioni di
cittadini abili al lavoro e produttivi, pregevoli compagnie famose in tutto il
mondo, centri del sapere illustrissimi.
L’Italia
è benedetta da Dio, è ricchissima.
Se l’Italia è il settimo paese più ricco
del pianeta la nostra moneta sarebbe circa la settima in una graduatoria di valute
importanti, senza temere la concorrenza degli altri paesi inglobati nell’Euro, indebitati
come, quanto e più di noi, senza però le nostre ricchezze. Quindi …
non
dovremmo temere nulla da questo agglomerato patetico di
paesi-fantocci asserviti alla finanza
mondiale.
Cosa succederebbe al debito pubblico?
Diciamo
subito che la Nazione lo disconoscerebbe in parte, spiegheremo poi cosa
intendiamo per disconoscere “in parte”.
Il debito pubblico, infatti, consta di
tre principali porzioni.
Nazione
contro cittadini (gli investimenti privati degli italiani
che hanno acquistato titoli di stato):
Questo rimarrebbe invariato, la Nazione
manterrebbe il suo impegno presso i cittadini, restituendo agli stessi
l’equivalente in moneta nazionale.
Nazione
contro stati esteri:
Anche questo debito rimarrebbe
invariato, poiché ne va dell’onore e della credibilità del nostro popolo,
verrebbe cioè pagato nella rispettiva valuta in cui fu contratto al cambio con
la moneta nazionale.
Nazione
contro Banca d’Italia e BCE.
Questa è la porzione più grande del
debito, circa l’80% del totale, quello che grava sulla nostra economia, sul
nostro popolo, sui nostri figli e nipoti.
Esso è contratto contro gli istituti
privati, Banca D’Italia specialmente.
Come
spiegato in precedenza la Banca ci ha prestato i nostri stessi beni, il nostro
lavoro presente e futuro.
La nazione restituirebbe gli euro
rastrellati, questi estinguerebbero in parte il debito
Dunque, una parte andrebbe restituita
riconsegnando gli euro in circolazione;
Il debito rimanente sarà costituito
maggiormente di interessi, che la Nazione disconoscerà, poiché usurario.
Il resto del debito meno gli interessi
verrà negoziato riconoscendo alla banca ciò che è giusto, non un soldo in più.
Dunque come accettò promessa in passato mediante l’emissione di titoli del
debito pubblico dei accetterà promessa nel presente, con la prospettiva
stavolta di estinguere il debito per sempre e senza interessi di sorta avendone
già sorbiti per decenni.
Cosa
succede ai conti correnti ed al sistema creditizio?
Un conto è il debito della Nazione verso
gli istituti di credito ed un conto sono i singoli debiti o crediti che i
cittadini hanno verso le banche.
Le
banche che ci sono ora in Italia, rimarrebbero:
il prestar denaro è un mestiere come un altro e se certamente gli istituti di
credito europei dovessero uscire danneggiati dalla nostra sortita dall’euro,
non avrebbero convenienza a cessare il loro rapporto creditizio coi clienti,
poiché miriadi di altri gruppi finanziari internazionali avrebbero interesse a
sostituirli nel vecchio continente ove essi oggi sono egemoni (pensate, ad es.
alle ricchissime banche arabe, che di certo subentrerebbero ai vecchi istituti
di credito)
Quindi, coloro che hanno depositato del
denaro presso gli istituti di credito vedranno questo denaro convertito in
moneta Nazionale, cioè, avranno titoli emessi dalla Nazione e dalla Nazione
garantiti, mentre prima avevano titoli garantiti dalla Nazione ma di proprietà
della BCE, garanti erano prima e garanti sono adesso ma di se stessi e per se
stessi, col vantaggio che mentre i privati delle banche possono accordarsi per
frodare e dileguarsi facendo incetta dei nostri beni, la Nazione non scappa e
non si dilegua.
Per cui, coloro che, invece, avevano un
debito con un istituto di credito o un mutuo o uno scoperto continueranno ad
essere debitori presso l’istituto in questione, cambierà soltanto l’unità
monetaria di riferimento.
Per quanto concerne il commercio e gli
scambi tutto andrebbe a favore della Nazione, perché mentre oggi l’Italia nel
sistema UE è costretta da vincoli dannosi a seguire una politica economica
dettata da un organismo alieno con una testa franco-tedesca a lei sfavorevole,
da sola, come avveniva prima, riacquisterebbe la sua giusta posizione nel
mercato. Vale a dire che la moneta nazionale
più debole di quella dei paesi a noi superiori per forza economica
renderebbe vantaggiosa per gli investitori di questi ricchi paesi l’acquisto
delle nostre merci come il soggiorno turistico nel nostro paese, al contrario,
nei riguardi delle economie più deboli e spesso esportatrici di materie prime e
fonti d’energia a noi necessarie, manterrebbe il suo vantaggio valutario.
Altri vantaggi, poco sottolineati dalla
miriade di politici e opinion leader prezzolati in pessima fede, sarebbe
rappresentato dallo svincolo delle quote di produzione europee, permettendoci
di riacquistare quella forza di produzione di prodotti alimentari che era la
forza del nostro paese, recentemente e disastrosamente sacrificata all’altare
franco-tedesco.
Tutti i paesi del mediterraneo, per
esempio, troverebbero vantaggioso comperare in Italia al cambio di una moneta
Nazionale adeguata alla nostra reale capacità e l’Italia, dal cuore mediterraneo,
riporterebbe le sue esportazioni ai fasti del passato.
Qualcuno obietterà che il petrolio con
una moneta Nazionale più debole verrebbe a costarci di più, eppure il nostro
prezzo della benzina è fra i più alti del mondo già adesso. L’ENI è un gigante
nel mercato degli idrocarburi, e possiede riserve e giacimenti ingentissimi, la
BCE mira a farci svendere l’ENI, allora sì che pagheremo il petrolio ancor più
caro. Un Italia libera ci renderebbe liberi acquirenti, e ci permetterebbe di
portare a frutto la nostra tradizionale amicizia coni paesi produttori di
idrocarburi dell’Asia minore e dell’Africa. Oggi tutto ciò che facciamo in
questi paesi è uccidere ed essere uccisi, dilapidando il prezioso tesoro delle
relazioni amichevoli seminato nel tempo. Per compiacere chi?
Nessuno può dirsi libero se nasce e
muore obbligato e nullatenente, così come ci rende il signoraggio bancario.
Durante la Prima Guerra Mondiale per
riconquistare , “ redimere”, come si diceva allora, piccole parti del
territorio italiano, la Nazione si produsse in un enorme sforzo bellico in cui
perirono più di 700.000 patrioti, 700.000 eroi; a prezzo del sangue di questi
tutti gli italiani poterono finalmente ricongiungersi in un unico abbraccio
sotto un’unica bandiera. Il sacrificio del fiore del paese.
Quale ingratitudine la nostra verso
tanto sacrificio.
Ebbene, Forza Nuova, sdegnosamente
prende le distanze da quest’Italia vigliacca e serva e si pone come umile ma
generosa camerata per tutti quei cittadini che vogliono entrare fra le fila di
quegli italiani che vogliono riconquistare libertà e sovranità perdute e
soprattutto tramandarle ai propri figli e nipoti.
Non è pensabile che la preziosa umanità
perita per una grande Italia in un’ Europa dei popoli giaccia tutta estinta: a noi giunge il loro appello,
il vincolo del loro sacrificio, l’anelito del loro amore ed il grido del loro
onore.
Non ci aspettiamo di riconquistare la
sovranità monetaria e la libertà nostra e delle future generazioni senza
sacrificio, ma siamo consapevoli che
nessun sacrificio speso per riacquistare la libertà e l’onore sarà amaro ed
insopportabile come quello che il potere
utilitaristico dominante ci impone e vuole estendere alle generazioni future.
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