Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica italiana. Alla quarta votazione, l'ex ministro ha superato il quorum di 505 preferenze
(essendo sufficiente il consenso, dopo la terza votazione, della maggioranza assoluta e non più dei due terzi del Parlamento, ai sensi dell'art. 83 Cost.) e ha ottenuto 665 voti. Tutto ciò grazie ai voti di Pd, Sel e Ncd
(con diverse polemiche all'interno di quest'ultimo). Forza Italia, invece, ha optato in gran parte per la scheda bianca, mentre la Lega ha votato per Feltri ed i grillini hanno proposto Imposimato. Ma chi è il nuovo Capo dello Stato? Sergio Mattarella, nome fino a poco fa sconosciuto ai più, classe 1941, palermitano, politico democristiano di lungo corso, figlio dell'allora ministro Bernardo
(membro della Costituente, gran esponente della DC e , si dice, con frequenti rapporti con gli ambienti malavitosi) e fratello di Piersanti, ex Presidente della Regione Sicilia, assassinato da Cosa Nostra nel 1980
(nonostante si fosse data la colpa ingiustamente, anche stavolta, ai neofascisti), che aveva ostacolato e combattuto la mafia , forse, per riscattare la condotta disonorevole del proprio padre. Il neo Presidente è Deputato dal 1983, passando dai governi De Mita ad Andreotti, da Prodi a D'Alema ad Amato etc., svolgendo i ruoli più disparati. Si è “distinto” in tale lunga carriera politica, nel dare origine sia all'infausta legge elettorale che riporta il suo nome, il cosiddetto Mattarellum, in vigore dal 1994 al 2001 e poi rimpiazzata dal Porcellum, sia per l'abolizione del servizio militare obbligatorio, quando era ministro della Difesa del governo Amato II e soprattutto per le sue posizioni filo-americane nel giustificare l'aggressione della Nato nei Balcani e nell'aver negato ad oltranza, nonostante fosse stato ampiamente avvisato dagli americani, la letale nocività dell'uranio impoverito delle bombe sganciate in Bosnia dalla stessa Nato, anche dopo una ventina di sentenze in cui lo Stato fu condannato a risarcire i soldati, essendo più di 300 i morti e migliaia gli ammalati che, inoltre, non furono minimamente avvisati dei pericoli che correvano e non erano minimamente attrezzati per poterli fronteggiare. E' stato inoltre Docente di Diritto parlamentare all'Università di Palermo, tra i fondatori del PPI e successivamente del PD
(che ovviamente gli ha assicurato l'attuale nomina) e dal 2011 Giudice della Corte Costituzionale. Una carriera politica, insomma, durata già quasi un cinquantennio, intrapresa da figlio d'arte e da persona che dinasticamente ha occupato quei ruoli, così come i figli molto probabilmente faranno
(già sono ottimamente collocati, in ossequio allo “status quo” che da settant'anni rende l'Italia un paese assoggettato alla casta). Traspare, in tale elezione, sostenuta fortemente dall'indegno ex presidente
(minuscola fortemente voluta) Napolitano, una precisa e chiara linea di continuità, affinché anche questo Presidente possa far fare, come sempre, i porci comodi al sistema politico e mafioso che abbiamo. Tradendo, per l'ennesima volta, le speranze degli italiani, che sognavano quanto meno un Presidente vicino al Popolo, un
"homo novus", che fosse del tutto estraneo al mondo della politica, alla sua corruzione e al suo marciume manifesto, e sapesse
"ex bona fide" guidare il nostro Paese con lo spirito di un buon padre di famiglia. Sogni che si traducono in vere e proprie utopie. L'immortale balena bianca, in definitiva, conquista così un altro successo e con essa la politica della prima repubblica
(identica sempre più alla seconda) intrisa di trasformismo, connivenze mafiose e massoniche e clientelismo. E Tangentopoli
(che “illo tempore” aveva quasi sfiorato il neo Presidente, uscito poi candido, e colpito pienamente il suo partito)? E' un vecchio ricordo, ormai da confinare i
n un cassetto, chiuso forzatamente.
La Segreteria Provinciale
Forza Nuova Napoli