ESSERCI!
domenica 31 maggio 2015
domenica 24 maggio 2015
Forza Nuova Napoli commemora il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia
Nella notte tra il 23 e il 24 maggio del 1915 l’Italia entrava in guerra: era l’occasione per completare il processo di unità nazionale e liberare il Trentino e la Venezia Giulia dal dominio straniero (austriaco). Il conflitto fu conosciuto, infatti, in Italia anche con il nome di “guerra italo-austriaca”, o “quarta guerra di indipendenza”, e fu visto come una sorta di conclusione simbolica del Risorgimento. Il nostro esercito, nel marciare coraggioso e silenzioso verso la frontiera con l’Austria, passò sul fiume Piave, che espresse poeticamente la sua gioia con il tripudio delle onde, come ci narra la strofa iniziale della “leggenda del Piave” che si conclude con le parole impresse sul nostro striscione: (Il Piave mormorò:) “(24 MAGGIO) NON PASSA LO STRANIERO”. Oggi, nel centenario del ricordo di tale avvenimento, “mutatis mutandis”, stante la situazione estremamente critica provocata dall'immigrazione selvaggia ed incontrollata che stupra giorno per giorno la nostra amata Patria, sentiamo nuovamente l'imprescindibile esigenza e volontà di indipendenza e di ricacciare dal suolo natio lo straniero, autore di continui soprusi ed angherie ed in ciò trova spiegazione la seconda parte del nostro striscione, che recita: “STOP IMMIGRAZIONE!”.
Forza Nuova Napoli-Cuib Antonio Torre
Ufficio stampa
Federazione provinciale
Forza Nuova Napoli
Comunicato n°18/15
napoli@forzanuova.info
380/9089217
venerdì 15 maggio 2015
mercoledì 13 maggio 2015
domenica 10 maggio 2015
Festa della mamma: “Renzi hai dimenticato: il lavoro delle madri va stipendiato!”
Sedi INPS, azione nazionale delle donne forzanoviste delle'Associazione Evita Peron.
Azione svolta nelle città di: Napoli, Avezzano, Catanzaro, Faenza, Lecce, Magenta, Marsala, Palermo, Pescara, Rimini, Sulmona.
Renzi hai dimenticato: il lavoro delle madri va stipendiato!". Così recitano i numerosi striscioni affissi presso le sedi dell' INPS di tutta Italia nel corso di un'azione nazionale messa in atto dalle militanti dell'Associazione Evita Peron, movimento femminile di Forza Nuova. La data scelta è emblematica: la ricorrenza è infatti quella della festa della mamma. << Questa società ha snaturato completamente la figura della donna appiattendola ad una sterile imitazione del modello maschile. La donna di oggi non è più riconosciuta nella sua figura di moglie e madre, bensì viene paragonata ad un automa utile solamente a produrre forza lavoro al di fuori del contesto familiare.>> dichiara in una nota l'Ass.ne. <<Il lavoro è diventato un obbligo opprimente e sono sempre di più le donne che rinunciano ad avere figli. La natalità italiana è arrivata a toccare minimi allarmanti, siamo in un paese che sta invecchiando senza avere un futuro; colpa della crisi economica e di uno Stato "fantasma" nei confronti delle famiglie. Il misero bonus bebè renziano basta a mala pena a coprire le spese dei pannolini, più che un aiuto sembra una misera elemosina obbligata.>> sostiene la presidente Desideria Raggi << solo riconoscendo un valore economico adeguato al lavoro di moglie e mamma, si potrà riavere una crescita demografica e un futuro per la nostra Nazione; senza figli non ci può essere crescita.>> Le volontarie dell'associazione stanno già preparando una raccolta firme popolare che sarà lanciata a Roma lo stesso 10 maggio per chiedere l'introduzione di un reddito mensile per le mogli e mamme italiane che decidano di stare a casa ed accudire i propri figli. Conclude la Raggi: << Chiediamo per ogni donna un reddito pari alla metà di un salario medio nazionale da elargire fin dal giorno del matrimonio, con un aumento di 300/400 € per ogni figlio nato. Del resto come diceva Evita Peron: siamo nate per creare famiglia, non per vivere nelle strade>>.
Ufficio Stampa
Associazione Evita Peron
evitaperonass@gmail.com
Ufficio Stampa
Associazione Evita Peron
evitaperonass@gmail.com
giovedì 7 maggio 2015
Sbarchi senza sosta, strutture di accoglienza verso il collasso e proposte requisizioni di strutture pubbliche
Apprendiamo dalle pagine de "Il Mattino" (ed altri quotidiani nazionali) che in questi giorni proseguono senza sosta gli sbarchi. Migliaia di《anime》che sono state prontamente "salvate" (secondo la retorica finto buonista) dall'intervento della nave «Foscari» della Marina militare italiana, attraccata stamattina al molo 21 nel porto di Napoli. La provenienza dei migranti è del tutto eterogenea e disparata, giungono dalla Nigeria, dal Ghana, dal Senegal, dal Mali, dalla Guinea, dalla Costa d’Avorio, dal Gambia, dal Togo, dal Pakistan, dalla Siria, dall’Eritrea e dalla Somalia (ex colonie, queste ultime due, che è opportuno ricordare, non hanno conosciuto altro che guerre, distruzione, morte e carestie dopo il nostro forzato abbandono di quei territori). Si segnalano inoltre, secondo il sindacato di Polizia Siulp, numerosi casi di scabbia ed altre malattie infettive. Mentre le strutture di accoglienza sono ormai al collasso e viene proposta (dalla Cgil Avellino) la requisizione di strutture pubbliche per far fronte a tale immigrazione selvaggia ed incontrollata. Prosegue in questo modo e senza alcun ostacolo l'ennesimo capitolo di una vera e propria invasione ai nostri danni, dello scandaloso servizio di taxi marittimo della nostra marina militare, degli indegni affari degli scafisti, della sostituzione lenta e progressiva del Popolo italiano, ormai sempre più allo stremo, senza il benché minimo lavoro , da tempo non più padrone in casa propria, costretto (in una parte non più marginale) dalle necessità a vivere di espedienti, perfino ad elemosinare e anche a rovistare tra i rifiuti per cercare qualcosa da mangiare e che giunge per questa via ad un ineluttabile destino che conduce al suicidio o all'abbandono della propria Patria. Tutto ciò grazie ai provvedimenti e alla lobotomizzazione di massa eseguita soprattutto dalle sinistre che favoriscono e coprono gli aberranti affari delle solite Coop, delle mafie e degli imprenditori che sfruttano senza posa tali disperati, che costituiscono, inoltre, per la classe politica sinistroide un ottimo nuovo bacino elettorale che adduce, a sostegno di tali loschi propositi, lo specchietto per le allodole delle ragioni umanitarie. Sono decenni che il nostro partito denuncia tale stillicidio, tali inconfutabili verità, concretamente, nelle piazze e per le strade di tutte le città d'Italia, ogni santo giorno, mentre pagliacci/imbonitori da due soldi bucati (ndr vedi Lega Nord e Salvini) predicano bene (attingendo a piene mani dai nostri argomenti) e razzolano malissimo. Concludiamo riportando un passo degli immortali versi scritti da Platone ne 'La Repubblica' (LIBRO VIII): « ... quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? ... Così la democrazia muore: per abuso di se stessa. E prima che nel sangue, nel ridicolo».
Forza Nuova Napoli Cuib-Antonio Torre
Federazione provinciale
Forza Nuova Napoli
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martedì 5 maggio 2015
Expo 2015: inno italiano vilipeso per ragioni di marketing
Primo maggio, mentre Lotta Studentesca, insieme ad una nostra folta delegazione, protestava con tutte le autorizzazioni del caso, con il massimo ordine e la massima disciplina (come sempre) contro la disoccupazione giovanile con due cortei a Brescia e a Foggia e quasi allo stesso tempo esponenti di estrema sinistra mettevano a ferro e fuoco Milano, dando sfoggio del loro tanto decantato pacifismo, della loro cultura e dei loro "splendidi" ideali, devastando interi quartieri, del tutto impuniti ma anzi protetti dai funzionari di polizia, inizia la cerimonia d'apertura dell'Expo Milano 2015. Viene cantato l'inno nazionale, eseguito dal coro dei "Piccoli cantori di Milano", diretto da Laura Marcora, insieme ad altri, che peró modifica la sua parte finale, ed al posto del tradizionale ed epico "Siam pronti alla morte" subentra uno scandaloso: "Siam pronti alla vita". Cambiamento subito citato nell'incipit del suo discorso dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha preso la parola immediatamente al termine dell'esecuzione dell'inno, dimostrando così la profonda condivisione ideale di tale modifica, alla quale aveva dato il suo "placet". Viene così profondamente umiliato il sano sentimento patriottico e la nostra storia risorgimentale ed insieme ad essa tutti quei ragazzi, come lo stesso autore del "Canto degl'Italiani", che all'oscuro dei complotti savoiardi, internazionali e massonici e nutriti di altissimi ideali furono lieti di sacrificare la loro vita, per realizzare il sogno dell'Unità d'Italia. Viene così svilito il massimo atto di devozione ed amore verso la propria Patria, la rinuncia alla vita per essa, e si vanificano tali eroici gesti buttando fango sui nostri martiri. Siamo, insomma, vittime delle solite manovre sinistroidi tese ad annullare qualunque tradizione e sano valore, che non perde occasione di (s)formare la gioventù italiana alla pusillanimità e alla smidollaggine, in ragione (rectius in torto) di un preteso progressismo, finalizzato in realtá a trasformarli in una masnada di scansafatiche, eunuchi senza spina dorsale nè coscienza nazionale, sostituita da un più che utopico cosmopolitismo di matrice illuminista ed in ossequio ad un'infame globalizzazione senza alcun rispetto della cultura e dell'identità nazionale. In definitiva, si intuisce perfettamente, anche stavolta, che Renzi svenderebbe (rectius ha già svenduto) ogni cosa, anche la madre, pur di accattivarsi le multinazionali. Null'altro che un'indegna operazione di marketing che costituisce, "de facto", un'offesa per la nazione tutta, che ne fuoriesce seriamente vilipesa. Data la situazione attuale ed a questo punto perchè non modificarlo in tal modo: "Siam pronti alla viltà, l'Italia (si) chinò, sì!"?
Forza Nuova Napoli Cuib-Antonio Torre
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