Consideriamo ora l'aspetto legato all'integrazione; certamente più complicato da affrontare e ancor più arduo da risolvere. Una sana e costruttiva integrazione integrazione presuppone il concorso di due fattori: da parte di chi immigra l'accettare le "REGOLE" del paese in cui si entra; da parte dello stato sovrano che ospita la "CAPACITA" e la "VOLONTA" di afr rispettare le "PROPRIE REGOLE" e la "POSSIBILITA" di offrire casa, lavoro, istruzione ed assistenza ai nuovi entrati. Solo a queste condizioni un migrante costituisce una risorsa e non rappresenta un problema. Domande spontanee nascono a questo punto:
1) Gli immigrati hanno veramente l'intenzione di integrarsi rispettando le "REGOLE"?
2) L'Italia ha i mezzi per soddisfare i diritti dei migranti pretendendo da parte loro l'assolvimento dei doveri?
3) Se il nostro Governo non è in grado di assicurare casa, lavoro, assistenza ed istruzione agli italiani, come può ipotizzare un serio programma di integrazione?
4) E logico continuare a seguire in modo scriteriato la linea delle "FRONTIERE APERTE" e degli "INGRESSI FACILI", in un periodo nel quale alcuni paesi europei vanno in direzione decisamente opposta?
Purtroppo nella nostra Italia tutto cala: lavoro, prospettive, speranza, fiducia... Però c'è qualcosa che i nostri governanti potrebbero esportare, tanto ne sono ricchi; ipocrisia, superficialità, buonismo, menefreghismo......Magari importando in cambio un pò di coerenza, obbiettività, dignità e lungimiranza, doti di cui sono certamente carenti o no?
Sergio Anceschi
Addetto Stampa
Forza Nuova Napoli
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