venerdì 11 ottobre 2013

FN Napoli: Fischia il vento infuria la bufera....


Gli stolti ritenevano che non sarebbe accaduto, i politici radical chic più o meno inquadrati e quelli più o meno sbandati speravano ardentemente che non sarebbe capitato. E invece il vento sta cambiando e soffia veemente da nord, da levante, da ponente. In Norvegia la voglia di cambiamento ha determinato l'avvento al governo di una coalizione di destra, ed in Austria FPOE di Heinz-Christian Strache è stato protagonista di un recente exploit elettorale. L'Ungheria vive stabilmente la realtà del governo guidato da Viktor Orban, mentre in Francia i sondaggi premiano al momento oltre ogni aspettativa il Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Perché tutto questo ? La stampa di regime, uniformandosi ad una tesi semplicistica intrisa di miope buonismo, fornisce da tempo la medesima risposta: si vuole scacciare lo spettro dell'immigrato. Non è così: emerge impetuosa la volontà popolare di difendere la propria identità, la propria cultura, i propri valori e, non ultimi, i propri interessi. Cosa vi è di delittuoso o di immorale o di becero in tutto questo ? Ormai da più parti vi è il convincimento che il vero nemico non è rappresentato dall'extracomunitario ma dai poteri forti, dalle lobbies mondialiste che indirizzano l'economia mondiale in nome dello sfruttamento e del profitto, manipolando governi e nazioni, favorendo la globalizzazione liberal-capitalista, promuovendo la "omogeneizzazione" di tutti i popoli e di tutti gli Stati. Se ci sono tendenze e movimenti "anti-euro" è perché ci si vuole opporre a tutto questo e si cerca di contrastare la politica economica imposta da Bruxelles. Non è sorto, come qualcuno ha stupidamente ipotizzato, un comune ed egoistico sentimento anti-Europa; si vuole più semplicemente sconfiggere la "EUROCRAZIA" di Bruxelles ed estromettere i politici ed i banchieri collusi con le espressioni più infide delle forze che mirano alla globalizzazione (leggasi , ad esempio," Commissione Trilaterale" e "Gruppo Bilderberg"). I nazionalismi non rappresentano di certo l'ultimo dei mali e raccolgono proseliti: la speranza è quella di un ritorno alle nazioni che si alleano fra loro secondo i propri interessi e le proprie culture in una Europa di popoli liberi non sfruttati né sfruttatori, non oppressi né oppressori.

Comunicato stampa n° 27/13
Ufficio Stampa Forza Nuova Napoli
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