In questi tempi in cui terrorismo islamico, vedi i recenti attentati in Australia ed in Francia, monta a vista d'occhio e sembra che nessuno sia in grado di fermarlo ci si aspetterebbe che i governi occidentali, vista anche l'ormai stabile presenza anche nelle nostre città di folte comunità islamiche, apra un serio dibattito sulla compatibilità o meno di tale religione, l'Islam, che in arabo significa letteralmente sottomissione (a Dio), con i principi laici e democratici su cui l'Occidente ha, nel corso di secoli e non senza spargimento di sangue, fondato le proprie società. Così invece non è, ed anzi nei dibattiti che vengono trasmessi sui mezzi di comunicazione più diffusi si parte dal presupposto che l'Islam sia una religione come un'altra, perfettamente integrabile, e così, saltando a piè pari la spinosa questione si comincia a parlare di cosa potremmo noi (sigh) fare per rendere la convivenza con l'islam il più agevole possibile. Coloro invece che, come i lettori di questo blog, non diano la cosa per scontata trarranno dalla lettura di questo articolo delle amare conclusioni. ma andiamo con calma. L'Islam, che attualmente conta circa 1,5 miliardi di fedeli nel mondo, è una religione monoteista i cui principi sono contenuti in un libro chiamato Corano, che fu dettato dall'Arcangelo Gabriele a Maometto, un ricco mercante di Medina sofferente tra l'altro, si ipotizza, di epilessia, il che spiegherebbe molte cose che avvenivano quando aveva queste visioni (bava alla bocca, convulsioni etc). Al suddetto libro nel corso del tempo Maometto ed alcuni discepoli, alcuni molto successivi a Maometto, hanno aggiunto dei precetti chiamati Sunne, e che i musulmani sunniti, ossia l'85% dei musulmani, accettano come parte integrante del testo sacro islamico. E qui cominciano le dolenti note: le Sunne infatti altro non sono che un vero e proprio sistema legislativo, che viene chiamato Sharia, ossia legge islamica, in cui Maometto ed i suoi discepoli regolano in maniera ferrea ogni aspetto della vita pubblica e privata del fedele islamico. Essere islamici significa insomma avere in dotazione, con la propria fede, un sistema legale: se quindi il fedele islamico ha già un sistema di leggi da rispettare, e che in quanto musulmano ritiene l'unico da rispettare, come potrà mai accettare anche solo l'idea di un sistema legislativo laico, che oltretutto nei paesi occidentali spesso cozza con il proprio? E'un controsenso. . Degno di menzione è in particolare il concetto di halal, ossia "concesso" "permesso": questo concetto , che noi crediamo erroneamente essere solamente un insieme di precetti di natura alimentare, categorizza invece praticamente ogni aspetto della vita del fedele islamico: ciò che è halal è permesso, ciò che invece non lo è va evitato e, se possibile, combattuto con la Jihad, la guerra santa, che indica lo sforzo che il musulmano compie per combattere il peccato. Il concetto di halal si estende anche agli esseri umani: gli altri appartenenti alla Umma, ossia alla comunità dei fedeli islamici, l'unica comunità di cui gli islamici che rispettino seriamente i principi della propria religione dovrebbero appartenere, sono halal, mentre i fedeli di altre religioni sono esseri impuri, la cui unica possibilità è la conversione o, per cristiani e Giudei, il pagamento di una somma (Jizya), da versare ogni anno per la protezione. Un ultima considerazione, direi quasi un avvertimento, è relativo a ciò che un islamico potrebbe sostenere: proprio davanti a voi, lettori di questo blog, un islamico non avrebbe nessun problema a dire che lui rigetta questi aspetti della propria religione, o che non ne era a conoscenza. Non fatevi ingannare. sta facendo taqiya, ossia sta utilizzando la possibilità, data dal Corano, di mentire, se la menzogna è utile alla salvaguardia della fede islamica. Di fronte a quelle che non sono invenzioni della sottoscritta ma dati di fatto facilmente verificabili su qualsiasi libro di diritto coranico, per quanto ancora i nostri governi hanno intenzione di chiudere gli occhi ed a non informarci? Forse è proprio in questa spaventosa disinformazione in materia che si palesa tutta la disonestà dei nostri governi perché chi conosce la verità è uno sciocco ma chi, conoscendola, la chiama bugia è un delinquente
Maria Esposito
Collaboratrice
Forza Nuova Napoli

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