lunedì 16 novembre 2015

Parigi, la paternità di una tragedia.


Il dolore, la profonda commozione, la partecipazione alla tragedia che ha colpito la Francia in particolare ed in generale tutto il mondo civile sono ancora presenti in ciascuno di noi e tutti speriamo e crediamo che gli ideatori e gli autori di gesti tanto efferati ricevano la giusta risposta. Al di là di speranze e convinzioni, una duplice considerazione va fatta in merito. La prima riguarda l'attenzione che viene riservata ad episodi del genere: in occasione di massacri portati a termine dalle stesse mani assassine in altre località del mondo, non vi è stata la medesima presa di posizione, ferma e decisa, da parte dei potenti del pianeta Terra. Gli innocenti massacrati con efferatezza non possono e non devono essere discriminati come martiri di prima o seconda categoria! La seconda considerazione riguarda, purtroppo, la paternità della tragedia: essa va ricercata, a modesto avviso dello scrivente, nella reiterata azione di destabilizzazione di un'area ormai troppo vasta, nella quale hanno trovato espressione l'ipocrita testardaggine e la volontà di "esportare democrazia" da parte degli USA e di alleati al seguito. La democrazia non si esporta e non si vende: essa va conquistata dal popolo quando il popolo stesso inizia a desiderarla e a chiederla, semmai va incentivato e sostenuto ma mai con l'uso delle armi e di esempi del genere ne è piena la storia. Ciascuno è padrone in casa propria, semmai va accolta la richiesta di aiuto, sempre a patto che l'aiuto offerto sia disinteressato e scevro da secondi fini. Utopia? Chissà... Questa guerra diffusa "a macchia di leopardo" vede non solo, e non tanto, un conflitto religioso: è soprattutto una guerra fra civiltà, nella quale si scontrano due modi opposti di concepire i rapporti fra Stati, fra simili, fra uomo e donna. Giusta e condivisibile la prima decisione adottata dal Governo Francese: la chiusura delle proprie frontiere. Sarà capace il nostro Governo di fare altrettanto? Sarà in grado di difendere in modo assoluto gli Italiani, anche a costo di limitarne (in parte) le libertà individuali? Sono queste le domande che attendono con urgenza una risposta ferma...

Dott Sergio Anceschi
Addetto stampa
Federazione Provinciale
Forza Nuova Napoli

380/9089217
www.forzanuovanapoli.it

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