Ebbene sì, signori miei, dopo gli ultimi fatti di Parigi pare che, udite udite, perfino i nostri si siano accorti che il Daesh ed il terrorismo che a lui fa capo rappresentano una minaccia e della necessità di una guerra senza campo contro di esso. Ovviamente il terrorismo è sempre islamista e mai islamico ed il problema non è l'Islam in sé, ma tant è, bisogna sapersi accontentare. Ciò che però non quadra in questa alleanza anti Isis, che assomiglia più ad una caravanserraglio che ad una seria alleanza tra stati, è la presenza, mia messa in discussione, della Turchia. Sì, cari lettori di questo blog, avete letto bene, proprio di quella Turchia a forte trazione islamica che sogna di ricostruire l'Impero Ottomano e che per questo fornisce sostegno finanziario e logistico ai tagliagole. La Turchia di Erdogan, la cui famiglia è per altro palesemente in affari con il califfo, ha fatto per anni il gioco delle tre carte, eppure neanche dopo l'attacco ad un aereo russo colpevole solo di ritornare in patria dopo una missione anti Isis, si è dubitato della opportunità di avere un alleato così ambiguo all'interno della coalizione. Ragioni di geografia, sicuramente, ma anche e soprattutto della follia di Obama di voler continuare la guerra fredda, provocando continuamente la Russia di Vladimir Putin (l'ultima è l'annessione del Montenegro, classico stato cuscinetto, nella NATO), Russia che, tra l'altro, conoscendo bene il terrorismo islamico, sarebbe una valida alleata nella battaglia contro l'ISIS. Possibile, mi chiedo, che neppure di fonte all'evidenza si riesca a capire chi é il nemico e chi un potenziale valido alleato? O c'é ancora qualcos'altro sotto, qualcosa che possiamo solo immaginare?Perché, come si dice, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
Maria Esposito
collaboratrice
Federazione provinciale
Forza Nuova Napoli
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