martedì 12 gennaio 2016

Aggressioni di Colonia: la guerra passa, purtroppo, sempre sul corpo delle donne.


Questa volta, cari lettori, vi stupirò non accennando minimamente alla questione culturale: il livello infatti dei trogloditi che, a Colonia ed in altre città europee, hanno preso ostaggio e costretto a subire le loro sgraditissime attenzioni innumerevoli donne è evidentemente così basso, corrispondente più o meno al puro istinto animalesco, che non voglio ulteriormente infierire. Mi interessa invece molto di più vedere la questione dal punto di vista della tattica militare: da che mondo è mondo, infatti, il corpo delle donne durante i conflitti è sempre stato un campo di battaglia, né più ne meno di quello dove si scontravano fisicamente gli eserciti, e questo lo sanno bene le donne coreane costrette dai giapponesi nelle case chiuse , le nostre nonne vittime di marocchinate, e non da ultime le donne di Piazza Tahrir che, mentre manifestavano durante le primavere arabe, furono vittime di numerosissimi attacchi a sfondo sessuale da parte dei salafiti. Ecco, piazza Tahrir: per chi non lo avesse capito c'è un filo rosso, e neanche troppo sottile, che collega la piazza del Cairo a quella di Colonia, passando per quelle siriane ed irachene dove il daesh vende le donne yazide e cristiane come schiave sessuali. Se infatti l'arma degli stupri di massa organizzati, e non vedo come potrebbero non esserlo quelli di Capodanno, dato che sono avvenuti contemporaneamente in città e perfino paesi diversi, è una tattica militare efficace, perché oltre ad umiliare provoca nel nemico la vergogna di non aver saputo difendere i propri affetti più cari, sarebbe stolto da parte nostra considerare i fatti avvenuti la notte di San Silvestro qualcosa di diverso da un attacco del daesh. Ed è qui che vengono le dolenti note: a parte il silenzio vergognoso dei primi giorni, quando addirittura la polizia di Colonia nel suo rapporto aveva parlato di festeggiamenti normali, anche quando le troppe denuncie hanno reso impossibile negare la verità nessuno ha mai parlato di un attacco islamico, ma si è tentato, e tuttora si tenta, di descrivere i fatti accaduti come atti di semplice delinquenza e si evita accuratamente di collegare l'accaduto alla situazione di conflitto in cui, volenti o nolenti, ci troviamo. Quando ci sveglieremo? Il daesh ci ha dichiarato guerra, ha promesso di stuprare le donne, ci ha attaccato nel cuore dell'Europa e continua a farlo in una maniera più subdola ma non meno violenta, cos'altro aspettiamo? Che ci sia un califfato nel cuore del vecchio continente con tanto di compravendite di donne nelle pubbliche piazze? Perciò, lettori cari, faccio appello a voi affinché apriate gli occhi di chi vi sta intorno e chiamiate le cose con il loro nome, perché chi non conosce la verità è uno sciocco ma chi, pur conoscendola, la chiama bugia è un delinquente.

Maria Esposito 
collaboratrice 

Segreteria Provinciale
Forza Nuova Napoli 

provincia.napoli@forzanuova.info  
www.forzanuovanapoli.it 
380/9089217

Nessun commento:

Posta un commento