giovedì 22 settembre 2011

Forza Nuova Napoli protesta contro Sky Italia: TESTO LETTERA




Spett.le SKY ITALIA s.r.l.
in persona del legale rappresentante pro tempore 

Via Monte Penice 7    
                                      20138 Milano       
La segreteria Provinciale di Forza Nuova Napoli, desidera esprimerle il più vivo risentimento all’esito della perpetuazione della campagna pubblicitaria “Lo Sport fa miracoli” tutt’ora attiva sulle reti televisive Sky, oltre che nei consueti ed ulteriori canali promozionali.
Ultroneo rappresentarle come la stessa sia recisamente offensiva del sentimento religioso del cattolico, atteso l’irriverente e blasfema contaminazione tra sacro e profano, laddove i temi maggiormente fondanti il credo cristiano vengono sviliti e strumentalizzati per  la migliore mercificazione del prodotto calcistico.
Invero, dopo le giuste proteste di noti esponenti cattolici, sarebbe stato opportuno un ridimensionamento dell’iniziativa propagandistica che invece continua con rinnovato slancio.
Orbene, è appena il caso di rappresentare come le modalità di diffusione  della suddetta campagna appaiano davvero ai limiti dell’illecito penale, concretizzandosi nel vilipendio della nostra confessione religiosa.
Edificanti, altresì, le osservazioni condotte in merito dal nostro Centro Studi, come di seguito riportate:

“…La campagna pubblicitaria Sky che ha invaso da Luglio le nostre strade con giganteschi manifesti e le nostre case attraverso i martellanti spot, ha come titolo la frase “Lo sport fa miracoli”. Questa campagna pubblicitaria ha offeso e continua ad offendere, anzi, addirittura a mortificare la nostra sensibilità religiosa di Cristiani e più propriamente di cattolici, ma anche di italiani perché da noi ritenuta profondamente lesiva dei più alti contenuti dottrinali del cattolicesimo, delle più sacre manifestazioni liturgiche e della più profonda pietà tradizionale. In questo testo esponiamo al Segretario le motivazioni che ci inducono a questa accorata protesta.
Lo sport fa miracoli, dunque, e questa affermazione di per sé, astrattamente,  non costituisce offesa alla nostra sensibilità religiosa, ma più concretamente, riferendoci alla campagna pubblicitaria in questione, quali miracoli compiono  questi campioni dello sport testimonial di Sky? Sono rappresentati in questi spot generici eventi soprannaturali non aventi un riferimento oppure ognuno di questi spot è la parodia, lo scimmiottamento di un evento liturgico, di una tradizione di pietà religiosa popolare o addirittura degli eventi narrati dalla Sacra Scrittura? Purtroppo dobbiamo constatare che Sky non ha saputo far di meglio che parodiare irriguardosamente, sconfinando nel vilipendio, i più alti contenuti della nostra vita religiosa. Nell’esposizione seguente cercheremo di riassumere ciò che gli spot ci comunicano.
Molti spot prendono di mira episodi tratti dalle Sacre Scritture narranti dei prodigi compiuti da profeti, apostoli  per mezzo di Dio e dal Cristo stesso che è per noi divinità, persona della SS Trinità, in oltre c’è da considerare che nella nostra rivelazione, la Parola divina, il Verbo di Dio, ciò la Sacra Scrittura stessa è divinità come da GV1 “Il Verbo era in principio presso Dio, il Verbo era Dio”, per la qual cosa vilipendere la scrittura significa vilipendere la Divinità stessa.
1) Uno di questi spot vede protagonista una famosa nuotatrice in tunica, la quale, svestito l’abito profetico, ad imitazione di Mosè apre le acque della piscina olimpica proprio come il profeta spartì le acque del Mar Rosso per liberare Israele. Chiari sono i riferimenti iconografici al colossal hollywoodiano diretto da Cecil B. De Mille. Mosè è il più grande profeta dell’ebraismo, nella concezione islamica come latore della legge è considerato un dei maggiori precursori di Maometto e per il cristianesimo, ovviamente, è il profeta più importante dell’epoca precristiana : “La legge fu data per mezzo di Mosè” Gv 1 . Ben tre libri biblici si ispirano alla vita di Mosè: Esodo, Numeri, Deuteronomio. Il miracolo in questione, la spartizione delle acque del Mar Rosso è uno degli eventi biblici più significativi; per le religioni abramitiche l’episodio è segno dell’onnipotenza divina e della forza della fede, per cui ridurre il tutto ad un iperbole del gesto atletico di, una discinta nuotatrice, rivela da parte dell’azienda pubblicizzata la volontà di servirsi senza scrupolo
alcuno, a scopo commerciale, della forza iconografica del racconto biblico depauperandone il contenuto. La liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto è la prefigurazione del cammino dell’uomo dalla schiavitù del peccato alla liberazione  mediante l’azione salvifica di Dio. Questo accostamento allo sport, in verità, è inaccettabile soprattutto se si pensa alla confusione generata nelle giovani coscienze dall’equazione Mosè = Atleta, Fama Sportiva = Onnipotenza.
Evidente Mosè è il latore del massimo contenuto etico della civiltà giudaico-cristiana, la legge divina, il decalogo, per la concezione  giudaico-cristiana , Mosè è l’uomo di Dio per eccellenza, il profeta, cosa ha a che vedere tutto ciò con il nuoto? Cosa devono apprendere i nostri fanciulli, quali equazioni vuole stabilire Sky? Mosè =campionessa, Onnipotenza = Successo, Dio=Atleta? Ma tutto questo è empietà per il cristiano, e se Sky vuole affermare queste identità perché deve per forza profanare la nostra Sacra Scrittura?





2) Come nel primo caso, anche nel secondo spot preso in esame, Sky si ispira ad un passo delle scritture, e ovvero  Luca 5:5 e successivi, riproducendo goffamente la pesca miracolosa evangelica, rappresentando due calciatori in veste apostolica, avvolti da un’aura di lucente santità, nell’atto di tirare su delle reti piene di palloni da calcio anziché pesci.
“Signore sulle tue parole getteremo la rete”, sono le parole che gli Apostoli rivolgono al Cristo nell’episodio in questione, ed è ancora “La parola” ad essere artefice del miracolo in quanto essa stessa divinità. L’episodio mostra come “sulle parole” del Cristo gli Apostoli pescheranno una quantità enorme di pesci ma Cristo  reclutò i fratelli Andrea e Simone facendoli “pescatori di uomini” e cioè di anime da portare al Signore redente e giustificate. Ma cosa c’entra tutto questo con il calcio? Perché Sky deve proporci un esegesi calcistica dove al posto della Salvezza e della Grazia, della Redenzione, l’apostolo-pescatore di anime deve farsi calciatore e dispensare a dei palloni il nulla di un riferimento infelice e irriguardoso?
Ciò che costituisce (forma, secondo il testo della legge sul vilipendio della religione) oggetto di culto, non è soltanto il contesto iconografico ma è la Parola rivelata stessa che, ripetiamo, è massima espressione della divinità e divinità essa stessa: “Il Verbo era Dio” (Gv 1): vilipendere l’episodio evangelico, riducendolo a spot commerciale ed operando le più irriguardose equazioni concettuali: palloni = anime evangelizzate; Santi Apostoli = Calciatori;  spot = Verbo di Dio; significa tenere in palese dispregio il senso religioso Cristiano e dunque come da etimologia “vilipenderlo”, tenerlo per vile, schernirlo senza riguardo alcuno.

(Anche in questo caso, le sopra esposte considerazioni sono confortate dalle seguenti fonti del catechismo ufficiale. In sintesi:
96 Ciò che Cristo ha affidato agli Apostoli, costoro l’hanno trasmesso con la predicazione o per iscritto, sotto l’ispirazione dello
Spirito Santo, a tutte le generazioni, fino al ritorno glorioso di Cristo. 97 « La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un
solo sacro deposito della Parola di Dio », 66 nel quale, come in uno specchio, la Chiesa pellegrina contempla Dio, fonte di tutte le
sue ricchezze. 98 « La Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita, nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò
che essa stessa è, tutto ciò che essa crede ». 67 99 Tutto il popolo di Dio, in virtù del suo senso soprannaturale della fede, non cessa
di accogliere il dono della rivelazione divina, di penetrarlo sempre più profondamente e di viverlo più pienamente.
100 L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio è stato affidato al solo Magistero della Chiesa, al Romano Pontefice e
Ai Vescovi in comunione con lui. 62 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821.
63 San Gregorio Magno, Homilia in Ezechielem, 1, 7, 8: CCL 142, 87 (PL 76, 843). 64 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei
Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821. 65 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. 66 Concilio Vaticano II,
Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. 67 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966)
821.1868P45.HAJ 6/12/05 Dio viene incontro all’uomo 45 Articolo 3.)
LA SACRA SCRITTURA
I. Il Cristo – Parola unica della Sacra Scrittura
101 Nella condiscendenza della sua bontà, Dio, per rivelarsi agli uomini, parla loro in parole umane. « Le parole di Dio, infatti,
espresse con lingue umane, si sono fatte simili al linguaggio degli uomini, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le
debolezze dell’umana natura, si fece simile agli uomini ». 68 102 Dio, attraverso tutte le parole della Sacra Scrittura, non dice che
una sola Parola, il suo unico Verbo, nel quale esprime se stesso intera- 65, 2763 mente. 69 « Ricordatevi che uno solo è il discorso
di Dio che si sviluppa in tutta 426-429 la Sacra Scrittura ed uno solo è il Verbo che risuona sulla bocca di tutti gli scrittori santi, il
quale essendo in principio Dio presso Dio, non conosce sillabazione perché è fuori del tempo ». 70 103 Per questo motivo, la Chiesa
ha sempre venerato le divine Scritture, come venera il Corpo stesso del Signore. Essa non cessa di porgere 1378 ai fedeli il Pane di
vita preso dalla mensa della Parola di Dio e del Corpo di Cristo. 71104 Nella Sacra Scrittura, la Chiesa trova incessantemente il
suo nutrimento e il suo vigore; 72 infatti attraverso la divina Scrittura essa non accoglie soltanto una parola umana, ma quello che è
realmente: Parola di Dio. 73 « Nei Libri Sacri, infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoi figli ed
entra in conversazione con loro ».
74 II. Ispirazione e verità della Sacra Scrittura 105 Dio è l’autore della Sacra Scrittura. « Le cose divinamente rivelate, che nei libri
della Sacra Scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. 68 Concilio Vaticano II,
Cost. dogm. Dei Verbum, 13: AAS 58 (1966) 824. 69 Cf Eb 1,1-3. 70 Sant’Agostino, Enarratio in Psalmum 103, 4, 1: CCL 40, 1521
(PL 37, 1378). 71 Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 21: AAS 58 (1966) 827. 72 Cf Concilio Vaticano II, Cost. dogm.
Dei Verbum, 24: AAS 58 (1966) 829. 73 Cf 1 Ts 2,13. 74 Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Dei Verbum, 21: AAS 58 (1966) 827-
828.1868P46.HAJ 6/12/05)

3) Ancora Sky prende di mira il miracolo strappandolo senza alcun riguardo dal Nuovo Testamento, questa volta è la moltiplicazione dei pani e dei pesci ad essere scimmiottata. Da un canestro da pane un calciatore rovescia innumerevoli palloni. Il riferimento è Mt 14:13 e successivi ed ancora Mt 15:32 e successivi ma anche in Gv 6 ed altrove nei sinottici, dove prima il Cristo avendo compassione delle folle da molto tempo digiune moltiplicò i pani e pesci mostrando agli Apostoli, l’infinita grazia Divina. “Io sono il pane della vita, chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”; il pane è il corpo di Cristo, il luogo privilegiato della transustanziazione come pane eucaristico, “Io sono il pane vivo disceso dal cielo, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno ed il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” Gv 6:51, questo è il pane che il Cristo moltiplica, la sua stessa sostanza divina data in sacrificio per noi, infinita grazia e redenzione, questo è il pane che Sky ci trasforma a palla da calciare. L’amarezza è infinita.

Sarebbe superfluo continuare, eppure poiché il centro studi non intende scomodare la dirigenza senza aver approfondito la materia fino a dissolvere ogni dubbio circa una nostra ipotetica “ipersensibilità” religiosa, continuiamo a documentare i motivi offensivi della campagna Sky. Nei primi tre punti essa si concentra sulla scrittura, in altri mette alla berlina il centro liturgico del cattolicesimo, cioè il sacrificio Eucaristico stesso che secondo il catechismo è “Fonte e culmine della vita Cristiana”.

4) Ecco che un atleta in tunica acconciato in modo da ricordare il Cristo offre sull’altare un cesto (lo stesso dei pani), dove al posto del pane eucaristico ci sono ancora palle e palloni.
Ed ancora, in altro spot per completare la profanazione viene elevato il calice eucaristico- coppa sportiva dopo averlo riempito in una fontana di piazza e, ad imitazione della liturgia eucaristica, abbevera un’anziana donna, la quale come effetto ottiene la facoltà di “palleggiare”. Visto il miracolo altri anziani si mettono in fila per abbeverarsi al calice miracoloso.
Questa rappresentazione è forse quella che più duramente offende la religione cattolica, poiché il rito eucaristico è per il credente il centro della vita religiosa e sotto le specie eucaristiche del pane e del vino si celano il corpo ed il sangue di Cristo, della divinità stessa.
Il rito eucaristico è ciò che c’è di più sacro per il cattolico. E Sky lo attacca sotto le due specie, del pane e del vino, il vino nello spot del calice coppa, e del pane nell’offerta dei palloni-pani al Signore.
E’ oggetto di culto il calice, il rito, la specie eucaristica.
Non poteva, il vilipendio, investire più sacro soggetto.

(Allo scopo di delucidare circa il significato del calice eucaristico e dell’Eucarestia riportiamo parte del Catechismo ufficiale della Chiesa cattolica:
III. L’Eucaristia nell’Economia della salvezza I segni del pane e del vino 1333 Al centro della celebrazione dell’Eucaristia
si trovano il pane e il 1350 vino i quali, per le parole di Cristo e per l’invocazione dello Spirito Santo, diventano il Corpo e
il Sangue di Cristo. Fedele al comando del Signore, la Chiesa continua a fare, in memoria di lui, fino al suo glorioso ritorno, ciò che egli ha fatto la vigilia della sua passione: « Prese il pane... », « Prese il calice del vino... ». Diventando misteriosamente il Corpo e il Sangue di Cristo, i segni del pane e del vino continuano a significare anche la bontà della creazione. Così, all’offertorio, rendiamo grazie al Creatore per il pane e per il vino, « frutto del lavoro dell’uomo », ma prima ancora « frutto della terra » e « della vite », doni del Creatore.
Nel gesto di Melchisedek, re e sacerdote, che « offrì pane evino » (Gn 14,18) la Chiesa vede una prefigurazione della sua propria
offerta.
163 1334 Nell’Antica Alleanza il pane e il vino sono offerti in sacrificio 1150tra le primizie della terra, in segno di
riconoscenza al Creatore. Ma ricevono anche un nuovo significato nel contesto dell’Esodo: i pani azzimi, che Israele
mangia ogni anno a Pasqua, commemorano la fretta della partenza liberatrice dall’Egitto; il ricordo della manna del
deserto richiamerà sempre a Israele che egli vive del pane della Parola di Dio.164 Il pane quotidiano, infine, è il frutto
della Terra promessa, pegno della fedeltà di Dio alle sue promesse. Il « calice della benedizione » (1 Cor
10,16), al termine della cena pasquale degli Ebrei, aggiunge alla gioia
festiva del vino una dimensione escatologica, quella dell’attesa messianica della restaurazione di Gerusalemme. Gesù ha
istituito la sua Eucaristia conferendo un significato nuovo e definitivo alla benedizione del pane e del calice.
1151 1335 I miracoli della moltiplicazione dei pani, allorché il Signore pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li
distribuì per mezzo dei suoi discepoli per sfamare la folla, prefigurano la sovrabbondanza di questo unico pane che è la
sua Eucaristia. 165 Il segno dell’acqua trasformata in
vino a Cana 166 annunzia già l’Ora della glorificazione di Gesù. Manifesta il compimento del banchetto delle nozze nel
regno del Padre, dove i fedeli berranno il vino nuovo 167 divenuto il Sangue di Cristo. Nella Comunione, preceduta dalla
preghiera del Signore e dalla 1382
frazione del pane, i fedeli ricevono « il pane del cielo » e « il calice della salvezza », il Corpo e il Sangue di Cristo che si è
dato « per la vita del mondo » (Gv 6,51). Poiché questo pane e questo vino sono stati « eucaristizzati »,184 come
tradizionalmente si dice, « questo cibo è chiamato da noi Eucaristia, e a nessuno è lecito parteciparne, se non a chi crede
che i nostri insegnamenti sono veri, si è purificato con il lavacro per la remissione dei peccati e la rigenerazione, e vive
così come Cristo ha insegnato ».
185 Ma ri- 159 Cf 1 Cor 10,16-17. 160 Cf Constitutiones apostolicae, 8, 13, 12: SC 336, 208 (Funk, Didascalia et Constitutiones
Apostolorum, 1, 516); Didaché, 9, 5: SC 248, 178 (Funk, Patres apostolici, 1, 22); Ibid., 10, 6: SC 248, 180 (Funk, Patres apostolici, 1, 24).
161 Sant’Ignazio di Antiochia, Epistula ad Ephesios, 20, 2: SC 10bis, 76 (Funk 1, 230). 162 Cf Sal 104,13-15. 163 Cf Preghiera
eucaristica I o Canone Romano: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 390.1868R382.HAJ 6/12/05 382 Parte seconda,
Sezione seconda, Capitolo primo 182 San Giustino, Apologia, 1, 67: CA 1, 186-188 (PG 6, 429). 183 Cf Preghiera eucaristica I o Canone
Romano: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 387. 184 Cf San Giustino, Apologia, 1, 65: CA 1, 180 (PG
428).1868R388.HAJ 6/12/05 388 Parte seconda, Sezione seconda, Capitolo primo. 1358
Dobbiamo dunque considerare l’Eucaristia
— come azione di grazie e lode al Padre,
— come memoriale del sacrificio di Cristo e del suo corpo,
— come presenza di Cristo in virtù della potenza della sua parola e del
suo Spirito).


5) anche le tradizioni popolari più fortemente espressive della pietà popolare non vengono risparmiate ed ecco che in uno spot il simulacro del calciatore Totti, non certo
noto per le sue qualità mistiche, viene portato in spalla durante una processione, grossolana parodia delle tradizionali processioni cattoliche. Anche in questo spot viene rappresentato un miracolo e cioè la lacrimazione della statua del “santo” calciatore scolpita nell’atto di succhiarsi il pollice. Lo spot fa riferimento a parecchi miracoli accettati dalla Chiesa Cattolica come tali.
Orbene, premesso come la santità per il cattolico è nient’altro che l’imitazione di Cristo oltre che il massimo grado di perfezione raggiungibile in terra dagli uomini (come si evince con chiarezza dalle seguenti fonti 34 Concilio di Nicea II (anno 787), Terminus: COD p. 135. 35 Cf Rm 8,29; 1 Gv 3,2. 36 Concilio di Nicea II, Definitio de sacris imaginibus: DS 600.
37 San Giovanni Damasceno, De sacris imaginibus oratio 1, 47: PTS 17, 151 (PG 941182 L’altare della Nuova Alleanza è la croce del Signore 617,
1383 E ancora: 1192 Le sacre immagini, presenti nelle nostre chiese e nelle nostre case, hanno la funzione di risvegliare e nutrire la nostra fede nel mistero di Cristo. Attraverso l’icona di Cristo e delle sue opere di salvezza, è lui che noi adoriamo. Attraverso le sacre immagini della santa Madre di Dio,degli angeli e dei santi, veneriamo le persone che in esse sono rappresentate, ), e non mettendo in conto l’eventualità che qualcuno volesse negare l’evidenza, vale a dire il palese il riferimento alla devozione cattolica, alle feste patronali ed ai miracoli in questione, il vilipendio appare evidente essendo riferite a Cristo tutte le sacre immagini direttamente o indirettamente (Catechismo della Chiesa Cattolica). Questo spot finisce per inculcare nei giovani il concetto dell’identità Santità = Popolarità, inoltre schernisce pesantemente il sentimento di pietà religiosa che spinge all’aggregazione delle comunità cattoliche nelle celebrazioni tradizionali. Suggerisce scherno e disprezzo per  i miracoli riconosciuti dalla Chiesa Cattolica che hanno riguardato l’arte sacra, inculcando nei fanciulli ilarità e scherno al posto del naturale senso di rispetto del mistico e di stupore religioso. 
A tale riguardo appare giusto ricordare come sia profondamente radicato nel cattolico il rispetto per il Santo patrono, il quale rappresenta per la comunità l’esempio religioso, la continuità con la testimonianza degli avi e l’appartenenza alla comunità parrocchiale. Le processioni patronali sono per la comunità cattolica un vivo momento di incontro e profonda esperienza di comunione spirituale nonché occasione di grazia e redenzione: Sky, elevando a santo patrono un calciatore, personaggio mondano,  ferisce profondamente il senso religioso Cattolico e più generalmente dell’Italiano in quanto cattolico. Il martirio, la santità, la testimonianza cristiana non possono essere oggetto di un immensa burla, tutto ciò costituisce, un attacco alla tradizione popolare e religiosa ingiustificato che non può passare inosservato o essere taciuto.

Ancora, in altri spot, Cristo diventa rugbista, la manna dell’antico testamento si trasforma in palloni da basket, le campane vengono prese a pallonate etc. etc.

Pur volendo non è possibile sorvolare sull’allusioni grossolane al sacrificio del Cristo nell’Eucarestia, sul disprezzo per la Parola rivelata, per le tradizioni e la liturgia: tutto il complesso della campagna pubblicitaria appare pesantemente offensivo e profondamente superficiale nel trattare aspetti fondamentali della vita liturgica cattolica e della rivelazione religiosa cristiana, della dottrina. Il nostro senso del sacro viene fatto a pezzi da Sky e tutto ciò risulta più intollerabile alla luce del fatto che la campagna è rivolta a giovani e giovanissimi che spesso non hanno gli strumenti per difendersi da un aggressione così radicale a quella che dovrebbe essere una sfera della vita interiore coperta da rispetto e venerazione. E’  nella consapevolezza degli irrimediabili danni che la campagna pubblicitaria Sky ha prodotto e tuttora assesta al senso religioso del credente fanciullo ed adulto che sia che sottoponiamo all’attenzione della dirigenza questo modesto studio affinché possa valutare una eventuale azione volta a contrastare lo scempio in atto …”.

Pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, non può che reiterarsi l’invito a sospendere la citata campagna pubblicitaria, nella consapevolezza degli irrimediabili danni che la stessa ha prodotto e tuttora assesta al patrimonio culturale del credente.
Per dirla tutta, sovviene il sospetto di come la religione cattolica sia oggetto di strumentale dileggio proprio per le sue virtù, che impongono di perdonare i peccatori.
Tutti i peccatori.
Anche quelli che, però, dovrebbero vergognarsi.


Avv. Riccardo Cafaro
Segretario Provinciale



Aniello Formisano
Direttore Centro Studi
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