Ora, cari lettori, dopo un primo venerdì di Ramadan insanguinato da tre attentati in ben tre continenti diversi, possiamo dirlo ufficialmente: la terza guerra mondiale è cominciata. Paura? Certo, qualsiasi essere umano dotato di raziocinio ne avrebbe, davanti alla prospettiva di una guerra, anzi spuntiamo la parola prospettiva, davanti alla guerra, con tutte le immagini di atrocità che essa richiama alla nostra mente. Ciò significa che dovremmo fare come lo struzzo che, per paura, mette la testa nella sabbia? Che, davanti alla prospettiva tutt'altro che remota di vedere la Sicilia bombardata con missili nucleari, dobbiamo tremare e scappare come conigli? Io, cari lettori, non la penso così. Io penso che invece esattamente questo sarebbe il momento in cui il nostro popolo dovrebbe unirsi e dimostrare che essere italiani non significa solo parlare italiano, bere caffè e mangiare pizza, che il nostro essere comunità ed il nostro sentimento nazionale non si limita solo a quel folklore che tutti nel mondo conoscono, ma che sa, al momento dell'emergenza, tradursi anche in atti concreti di difesa del proprio paese. Sento già caro lettore, la tua voce che mi domanda, e giustamente: cosa intendi per difesa del proprio paese, nel caso specifico l'Italia? Tutto ciò che la classe politica che sfortunatamente per noi (e fortunatamente per l'ISIS) ci governa non sta facendo, non dico a parole ,ma nemmeno con i fatti: blocco totale di qualsiasi immigrazione proveniente da paesi islamici, salvo se la persona in questione non è islamica, guardia costiera impegnata non a soccorrere i presunti profughi, ma a pattugliare i confini e respingere al mittente i barconi, truppe, nostre e non solo, pronte a rimettere, come settant'anni fa, anche se per motivi totalmente diversi, gli scarponi nella sabbia libica. Perchè, come dicevano i nostri antenati, si vis pacem, para bellum.
Maria Esposito
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Forza Nuova Napoli
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